Non solo Umbria, a Vicenza nasce la Scuola dei Beni Comuni

scuola-beni_comuniDal 24 al 26 maggio 2013 a Vicenza, presso il Comune di Santorso, parte il progetto della “Scuola dei Beni Comuni”

Tre giorni di workshop e laboratori – per i quali le iscrizioni sono aperte fino al 19 maggio – per tentare di fare dei beni comuni uno spazio per ripensare i nostri stili di vita, a partire dai valori dello scambio e delle relazioni. Tra i relatori dei workshop, Ilvo Diamanti, Paolo Cacciari, Francesco Vallerani, Alessio Ciacci, Livio De Santoli, Valter Bonan e tanti altri. L’iniziativa rientra nell’ambito di una serie di attività che il Comune di Santorso organizza periodicamente e che vanno sotto il nome del programma “Il Comune per i beni comuni”, il quale ha visto la partecipazione di ospiti illustri tra cui Serge Latouche e Carlo Petrini.

L’iniziativa rientra nell’ambito di una serie di attività che il Comune di Santorso organizza periodicamente e che vanno sotto il nome del programma “Il Comune per i beni comuni”, il quale ha visto la partecipazione di ospiti illustri tra cui Serge Latouche e Carlo Petrini. Da questi incontri nasce l’idea della “Scuola dei Beni Comuni” che si sviluppa attraverso un percorso partecipativo che ha visto coinvolte associazioni, gruppi informali e singoli cittadini dell’altovicentino che si sono confrontati sul senso dell’iniziativa e hanno costruito, insieme, le linee guida per il programma.

Tra i temi emersi dal cosiddetto “Tavolo dei Bisogni”, ossia lo spazio di confronto al quale hanno partecipato una trentina di persone, compaiono per primi il concetto e la pratica dei beni comuni, poi quello dell’economia ambientale e infine quello della gestione del territorio.

“In un momento nel quale le istituzioni sembrano allontanarsi sempre più dai cittadini, noi vorremmo aprire uno spazio di confronto che immagini le nuove pratiche della democrazia reale”: con queste parole l’assessore alla partecipazione del Comune di Santorso, Paolo Manza, ha presentato l’iniziativa. “Non ci sfugge – ha anche ricordato – la tensione crescente tra istituzioni e cittadinanza, segno tangibile di una crisi della democrazia che, dal governo centrale, si ripercuote sugli enti locali. Ma crediamo che altre strade siano possibili, che le rivendicazioni di democrazia e partecipazione siano più che legittime, che il futuro si costruisce a partire dalla ricerca di nuove forme decisionali capaci di rendere protagonisti, e non semplici spettatori, i cittadini”.

Il programma prevede anche molte iniziative collaterali, aperte a tutti. Fra queste il mercato dello scambio, i laboratori, i banchetti e gli spettacoli per bambini. È inoltre previsto uno spazio dedicato alla presentazione di alcuni libri sul tema dell’energia e dell’ambiente. Domenica 26 maggio l’evento di chiusura intitolato “Tempi strani”: Pietro Raitano (direttore di Altreconomia) intervista il politologo Ilvo Diamanti alle 20.30 presso il porticato di Villa Rossi.

Per il programma completo dell’iniziativa


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