Perché investire nelle rinnovabili in Umbria

angelantoniLa sfida delle nuove tecnologie rinnovabili, l’importanza del lavoro di ricerca e dell’innovazione, il contributo allo sviluppo economico della regione. Intervista a Federica Angelantoni, Amministratore Delegato di Archimede Solar Energy, Massa Martana (Pg). a cura di Cecilia Bruschi


All’inizio di luglio la sua azienda, insieme a Chiyoda Corporation, ha inaugurato a Massa Martana, una centrale a energia solare concentrata fra le più avanzate al mondo. In che cosa consiste l’elemento innovativo e come si coniuga con il rispetto per l’ambiente?

La centrale di Massa Martana è stata costruita con una valenza unicamente dimostrativa. Si tratta, infatti, di una tecnologia nuova applicata a un impianto che è l’unico al mondo in grado di dimostrarne il funzionamento. La tecnologia consiste nel riscaldamento di un fluido ad alte temperature grazie all’utilizzo del sole – evitando quindi di usare combustibili fossili inquinanti – fluido in grado poi a contatto con l’acqua di produrre vapore che, come nelle centrali tradizionali, permette di azionare le turbine per la produzione di energia elettrica. La centrale è costituita da un campo solare dotato di specchi che, grazie alla loro forma parabolica, sono in grado di catturare la luce solare e concentrarla in un punto al centro della parabola. Qui vengono posizionati i cavi che trasportano il fluido in tutta la linea (nel nostro caso saranno Sali Fusi) riscaldandolo fino a temperature di 550 gradi centigradi e quindi, per spiegare meglio il grado di efficienza del tubo ricevitore, amplificando l’effetto del sole fino ad 80 volte. Il riscaldamento del fluido avviene in maniera abbastanza rapida e di ritorno giunge ad uno scambiatore di calore incontrando acqua, da qui esce il vapore che permette l’azionamento delle turbine elettriche. Tutto questo processo avviene a ciclo continuo poiché il fluido dopo aver perso calore viene reimmesso subito in circolo nel sistema. Inoltre, cosa molto importante, la centrale continua a funzionare anche durante l’arco notturno grazie ad un sistema di stoccaggio del calore, prodotto durante le ore diurne, il quale finisce in un serbatoio di accumulo dal quale viene ricondotto verso la turbina che continua in questo modo a generare energia elettrica dal sole anche quando il sole non c’è. In questa maniera si risolve uno dei problemi più tipici delle rinnovabili e cioè quello di dover gestire la discontinuità della fonte energetica. Questo è il caso per esempio dell’eolico che se non c’è vento non produce energia – costringendo al ricorso a un sistema diverso di produzione per sopperire al deficit dato nelle ore di assenza di vento – o che al contrario lavorando troppo in determinate ore mette in crisi il gestore con una sovraccarico energetico.

Qual è la differenza principale tra Archimede Solar Energy e un’impresa convenzionale? Quali sono le misure e le azioni principali di Archimede Solar Energy, oltre all’uso di una fonte rinnovabile, per integrare obiettivi ambientali nei prodotti e nei processi di produzione?
Bisogna dire che l’idea di scaldare un fluido con i raggi solari per poi produrre energia non è una nostra invenzione. Già da tempo, infatti, esistono centrali che si basano sugli stessi nostri principi, ma la differenza sostanziale sta nel fatto che la tecnologia usata finora non permetteva di raggiungere temperature così elevate costringendo all’uso di fluidi conduttori fortemente inquinanti, come gli olii diatermici, e che hanno una durata limitata poiché – esattamente come avviene per l’olio del motore di un’automobile – tendono ad usurarsi e devono essere sostituiti dopo un determinato periodo di tempo. Inoltre questi fluidi sono altamente infiammabili e quindi i rischi dati dal loro utilizzo sono molto elevati. L’uso dei Sali Fusi permette di risolvere tutte queste problematiche, coniugando gli altri aspetti della sostenibilità ambientale all’uso di una fonte rinnovabile e pulita come il sole, quali lo smaltimento dei residui e il sostanziale abbassamento dei rischi. Questo perché, oltre ad essere un elemento che si trova in natura (simile al sale da cucina per capirci), è un materiale utilizzato come fertilizzante naturale in agricoltura, non è infiammabile e ha una durata nel tempo molto più lunga. Inoltre esso è in grado di raggiungere velocemente alte temperature e di mantenerle più a lungo rispetto ad altri fluidi, permettendo di conservare il calore anche durante l’arco notturno. Un’altra differenza sostanziale della centrale di Massa Martana, rispetto ad altre tecnologie già testate, è che si tratta di un impianto stand alone e cioè in grado di autoalimentarsi solo con il sole. Un esempio già esistente è quello della centrale di Priolo a Siracusa, testata da Enel nel 2008 e funzionante a tutti gli effetti, dove un campo solare è stato affiancato a un impianto preesistente coprendo quindi solo una parte della produzione energetica attraverso lo sfruttamento della fonte rinnovabile.

L’azienda si pone anche degli obiettivi sociali, in altre parole, in che modo presta attenzione alla sostenibilità lavorativa?
Oltre alla mission principale dell’azienda, che è quella di lavorare per il miglioramento delle tecnologie rinnovabili, la nostra attenzione va anche alle tecniche costruttive dell’edificio che ospita la sede dell’Archimede Solar Energy. Esso è infatti costituito da una palazzina di nuova costruzione che è stata pensata per produrre emissioni zero e che possiede un impianto fotovoltaico, una centrale geotermica e delle vasche di raccolta per il recupero dell’acqua piovana. Inoltre i materiali di costruzione sono tutti riciclabili e tendenzialmente a km zero. Questo contribuisce quindi a creare un ambiente più confortevole e pulito nel quale lavorare.

Poiché, come lei dice, la centrale da voi co-progettata è solo un esempio dimostrativo del funzionamento della tecnologia, dove può essere più facilmente applicata e qual è l’obiettivo che l’azienda si pone?
Come unici produttori al mondo di tubi ricevitori per centrali solari termodinamiche ci siamo riproposti di testarne il funzionamento in modo da poter poi promuovere il nostro prodotto in giro per il mondo. Anche il sud Italia offre delle buone possibilità di impiego di tale tecnologia ma senza dubbio i mercati di riferimento sono quelli del Medio Oriente, dell’Arabia Saudita, del deserto del Nevada, Cile, Sudafrica etc… tutti questi luoghi, come anche alcune zone del nord Africa, offrono infatti le caratteristiche adatte per un uso ottimale di una fonte di calore come il sole. Senza dubbio costruire una centrale con queste caratteristiche in Umbria, con l’idea di portarla a pieno regime di funzionamento, non avrebbe molto senso. Infatti la quantità di luce esistente in questa zona non è adatta per una tecnologia di questo genere.

Lei crede che il modello dell’Archimede Solar Energy sia riproducibile a livello territoriale anche in altri settori dell’industria? Detto in altre parole: che cosa deve cambiare nelle condizioni quadro delle imprese verdi per diventare la regola invece dell’eccezione?
La nostra esperienza è abbastanza sui generis se confrontata con le altre all’interno della regione. Infatti, come ho anche già spiegato precedentemente, la nostra azienda ha occupato finora una posizione privilegiata potendo godere del monopolio mondiale della tecnologia prodotta. La mia idea rispetto all’investimento sulle fonti rinnovabili è quella di non puntare unicamente a sfruttare l’onda del momento a favore del proprio business, ma di lavorare per fare in modo che si possa rimanere più a lungo all’interno di questo settore. Visto che si tratta di tecnologie che si rinnovano molto velocemente, l’unico modo per far sì che ciò accada è quello di investire moltissimo nell’innovazione e nella ricerca. Per farle un esempio: mentre noi in questo momento stiamo facendo l’impianto dimostrativo dell’ultima tecnologia testata dei Sali Fusi, a catalogo abbiamo già messo un nuovo tubo che utilizza un fluido ancora diverso sul quale stiamo lavorando con l’idea di immetterlo presto nel mercato. Questo spiega bene quanto dinamico e veloce sia appunto il mercato del settore in cui lavoriamo e il genere di sforzo necessario per rimanere competitivi adeguandosi ai ritmi richiesti.

Da giovane donna amministratore delegato di un’azienda ad alta tecnologia, quale è l’obiettivo che lei si è prefissata di raggiungere con il suo lavoro?
Direi che l’obiettivo più importante è sicuramente quello di contribuire a creare sviluppo nel nostro territorio, visto il fatto che abbiamo voluto fortemente restare in Umbria con la nostra attività, e di cercare di mantenere una posizione di eccellenza nel nostro settore per far sì che l’azienda resti all’avanguardia anche in futuro.

www.archimedesolarenergy.it


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