Museo Geologico di Roma, 7° Censimento I Luoghi del Cuore FAI

museo geologicoL’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) si sta battendo per far riconquistare ai cittadini le Collezioni geologiche dello Stato italiano, che contengono – tra l’altro – le Collezioni di marmi antichi tra le più prestigiose al mondo (oggi tutte imballate e non visibili, se non in parte e solo on line, http://www.isprambiente.gov.it/it/museo/collezioni). Per questo invita a partecipare al 7° Censimento I Luoghi del Cuore FAI votando la sede storica delle Collezioni e del Servizio Geologico d’Italia, in largo S. Susanna a Roma,  tra i “Luoghi del Cuore” del FAI. Il censimento è aperto dal 13 maggio al 30 novembre 2014 Clicca qui per votare

Descrizione della sede del Museo Geologico
Il Palazzo già sede del Museo Geologico Nazionale, voluto da Quintino Sella alla fine dell’800, fu appositamente costruito per ospitare il Regio Ufficio Geologico ed il relativo Museo Agrario-Geologico. Realizzato su progetto dellIng. Raffaele Canevari, tra i primi esempi di stile liberty nelledilizia pubblica, presentava sale espositive con pilastri in ghisa ideate per accogliere le collezioni museali contenute in urne, vetrine, scaffalature appositamente costruite. Uno splendido ballatoio sormontava un vasto salone di consultazione. Linaugurazione del palazzo, 1885, costituì un evento di risonanza nazionale a cui presenziò il Re Umberto I e a cui intervennero i maggiori esponenti della cultura e della politica del tempo. Il Palazzo, sede unica del Servizio Geologico dItalia deputato alla raccolta dei materiali lapidei e minerari, conservava i campioni di roccia provenienti dalle campagne di rilevamento della Carta Geologica dItalia, strumento fondamentale per la rappresentazione e lo studio del territorio e delle sue risorse. Il Museo, il quarto in Europa dopo quelli di San Pietroburgo, Berlino e Londra, partecipò nel corso degli anni ad importantissime esposizioni di risonanza internazionale dando lustro alla nostra Nazione. Tali importanti caratteristiche storiche ed architettoniche determinarono, nel 1991, lapposizione del vincolo architettonico alledificio e del vincolo agli arredi originari della biblioteca. Nel 1995, si decise la ristrutturazione del Palazzo per riportarlo alla sua funzione di Polo museale nazionale delle Scienze della Terra. Vista la grande rilevanza dellintervento, il progetto fu realizzato da un famoso studio di architettura della Capitale (Studio Valle). Ledificio fu così vuotato per consentirne la ristrutturazione ma, nonostante lo stanziamento di fondi in ben due finanziarie e il pagamento delle spese progettuali, fu cartolarizzato e successivamente alienato nel 2005. A seguito di sondaggi eseguiti nel 2002, sul palazzo è stato apposto, nel 2004, anche un vincolo archeologico per la scoperta di mura templari e di reperti di notevole rilevanza. Oggi il Palazzo versa in condizioni di abbandono, le rare e preziose collezioni giacciono immagazzinate senza una sede adatta ad ospitarle con il rischio di ulteriore deterioramento e, pertanto, la comunità scientifica ed i cittadini sono privati di questo grande ed unico patrimonio geologico/ambientale. Il ripristino del Museo doterebbe Roma, al pari delle altre grandi capitali europee, di un Museo di scienze della Terra e costituirebbe la base scientifico culturale di un Polo di informazione ambientale di rilevanza internazionale finalizzato alla cultura e allo sviluppo (anche economico) del territorio, alleducazione ambientale ed alla prevenzione dei rischi. (Ispra)


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