A Bastia Umbra dal 3 al 5 ottobre 2014 arriva “Fa’ la cosa giusta Umbria”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

Gasbarrone_logoIntervista a Nicoletta Gasbarrone, coordinatrice del progetto, promosso in Umbria da FairLab in collaborazione con Terre di Mezzo Editore. a cura di Cecilia Bruschi

Dal 3 al 5 ottobre a Bastia Umbra prenderà il via la prima edizione in Centro Italia di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazione fieristica organizzata da FAIR LAB in collaborazione con Terre di Mezzo Editore che, nel marzo scorso, ha visto la sua 11° edizione milanese.

Quali sono le differenze dell’edizione umbra rispetto a quella milanese? Come si cala nel territorio umbro?
La manifestazione seguirà il format già ben sperimentato dell’edizione nazionale di Milano, cercando però di intercettare le specificità e le eccellenze dell’Umbria e del Centro Italia e rivolgendosi sia alle imprese del territorio – che vogliamo portare in fiera – sia al pubblico che, in generale, è sempre più consapevole e sensibile ai temi della sostenibilità al cuore della manifestazione. Molto ci ha aiutato la consapevolezza che, negli ultimi anni, è aumentato il numero degli imprenditori umbri che hanno scelto di dedicarsi a vari settori dell’economia solidale, alla promozione degli stili di vita alternativi e che tengono conto delle peculiarità della green economy – come sta avvenendo per esempio nel settore dell’agricoltura biologica.
Il tentativo è quello di raccontare il territorio e di ampliare il bacino di interesse verso la manifestazione e i temi che affronteremo, spostandolo dalle regioni del Nord Italia a quelle centrali, coinvolgendo anche produttori e pubblico di Lazio, Toscana, Marche e Abruzzo. Per fare questo è stato costituito un comitato promotore composto dalle articolazioni umbre di Acli, Arci, Cittadinanzattiva, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente, Libera e Forum del Terzo settore.

In che maniera queste organizzazioni sono state coinvolte nell’iniziativa e che tipo di impegno si sono assunte?
Il loro coinvolgimento è pensato proprio in funzione di questa esigenza di raccontare meglio il territorio umbro, attraverso la loro esperienza quotidiana. Nella pratica, ognuna di esse avrà uno stand nella parte espositiva della Fiera, dove le imprese cooperative e associazioni potranno presentare le loro attività e iniziative e, contemporaneamente, ci supporteranno nella definizione del programma culturale, proponendo workshop, laboratori, mostre e incontri a tema. Molto importanti, per offrire un programma che possa soddisfare l’interesse dei visitatori, sono anche i suggerimenti che le imprese che espongono in Fiera ci stanno mandando, aiutandoci a pensare a dei momenti di confronto con i visitatori di “Fa’ la cosa giusta!” ma anche tra gli stessi imprenditori.

“Fa’ la cosa giusta!” si offre come mostra mercato delle eccellenze produttive smart del Centro Italia. Quali sono i criteri di accettazione o esclusione di determinati espositori che intendono aderire all’evento?
Esiste una carta etica, introdotta da Terre di Mezzo e scritta insieme all’Associazione Libera, che identifica nella legalità il criterio base che chi partecipa alla manifestazione è tenuto a sottoscrivere attraverso la firma di una dichiarazione. Per questo esistono delle categorie specifiche di prodotti, in nessun modo compatibili con i valori e il messaggio di “Fa’ la cosa giusta!”, per le quali si prevede l’esclusione alla possibilità di partecipazione alla Fiera. Poi, per ognuna delle dieci aree presenti in fiera (Abitare sostenibile, Buono da mangiare, Mobilità nuova, Ethical fashion, Cosmesi naturale & biologica, Viaggiare, Editoria, Servizi sostenibili, Il pianeta dei piccoli, Cittadinanza e partecipazione) esistono dei criteri di selezione specifici che mirano a garantire la qualità dei processi e dei materiali utilizzati durante la lavorazione del prodotto.
Se prendiamo l’esempio del settore arredamento, si richiede l’uso di materie prime rinnovabili e non trattate, provenienti da coltivazioni rinnovabili e da materiale riciclato o di provenienza eco-compatibile, il non impiego di parti cromate, pannelli truciolari o legno tropicale e così via, proseguendo anche per le imbottiture e il trattamento delle superfici. In alcuni casi, come per i detersivi e prodotti detergenti, si richiedono certificati che provino il risultato di test OECD che dimostrino che tutti i componenti, nonché il prodotto finito, siano facilmente degradabili. (Per maggiori informazioni visita l’area espositori di “Fa’ la cosa giusta!”)

Chiedete delle certificazioni delle produzioni e del prodotto (come nel caso dell’agricoltura biologica)?
In alcuni casi è richiesta, mentre in altri gli espositori sono tenuti a redigere un’autocertificazione dei processi e delle produzioni. Dopo di che, durante i tre giorni della fiera, verranno effettuati dei controlli a campione da parte dello staff organizzativo di “Fa’ la cosa giusta!”, per verificare e garantire la corrispondenza di quanto dichiarato con quanto effettivamente realizzato dalle imprese.

Quali saranno i punti salienti del programma culturale? E, anche qui, quali le differenze con l’edizione milanese?
Sicuramente l’intera struttura della fiera è stata progettata sul modello milanese, e quindi anche in Umbria avremo una sala convegni accanto a una serie di piazzette tematiche per incontri circolari, dove gruppi più ristretti di persone potranno affrontare alcuni argomenti specifici. Qui verranno anche organizzati dei laboratori tematici e dei workshop interattivi. Sul piano dei contenuti ci si focalizzerà su argomenti più generali – come per esempio la sicurezza sul lavoro, la ludopatia o la gestione dei beni comuni – ma ci saranno anche delle differenze rispetto all’edizione milanese, perché man mano che si procederà col programma si cercherà di calare gli argomenti sulle tematiche territoriali.

Terrafutura, la grande manifestazione a favore della sostenibilità, dopo 10 anni nel 2014 non si svolgerà. Questo avviene principalmente perché, ci sembra di capire, gli organizzatori non sono riusciti a coniugare il commerciale con il culturale. Per voi questo è un problema e come lo affrontate?
Siamo in questo aiutati dall’edizione milanese, che vede una grande presenza di soggetti imprenditoriali, basti pensare che gli espositori sono più di 800. Questo, a mio parere, rappresenta il punto di forza di “Fa’ la cosa giusta!”, proprio perché la rende commercialmente funzionante. Le imprese, infatti, oltre ad avere la possibilità di farsi conoscere in maniera diretta dai consumatori, promuovendo il consumo critico attraverso la vendita diretta dei loro prodotti, hanno l’occasione di confrontarsi fra di loro, creando in alcuni casi dei percorsi virtuosi. Abbiamo visto che il numero degli espositori e dei visitatori è in costante crescita e che quindi questa sinergia fra le imprese rappresenta un elemento di chiaro successo.

Crede che questo modello che si basa sul fare rete fra imprese possa funzionare anche nella nostra regione? Avete ricevuto adesioni finora?
Siamo molto contenti delle adesioni ricevute e dall’interesse riscontrato finora da parte delle aziende. Alcune di queste conoscono già la Fiera e si sposteranno dal Nord Italia, altre invece sono nuove e provengono da regioni più vicine all’Umbria, oltre che dall’Umbria stessa, trovando quindi una buona occasione per presentarsi qui per la prima volta. Noi con “Fa’ la cosa giusta! Umbria” cerchiamo di seguire le orme del modello milanese anche e soprattutto per quanto riguarda l’obiettivo di mettere in contatto realtà diverse fra loro. Per farlo cerchiamo, senza la pretesa di creare da subito una rete vera e propria – visto che di solito si tratta di processi lunghi e non sempre facili – , di proporre dei momenti di confronto fra le imprese partecipanti facilitando uno scambio fra soggetti che, pur appartenendo a settori molto diversi fra loro, condividono però una scelta strategica e valoriale ben precisa. Questo costituisce la ragione principale dei nostri sforzi e ci offre un buon motivo per proseguire.

www.falacosagiustaumbria.it

 


Categories: Appuntamenti, Interviste

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