Agricoltura biologica, l’Emilia-Romagna in cima alla classifica italiana per concentrazione di aziende bio

aiabUn fatturato mondiale di 63,8, 37,5 milioni di ettari coltivati con metodo biologico in tutto il mondo; 1,92 milioni di produttori: questi i numeri globali del bio diffusi da Ifoam (International Federation of Organic Agricolture Movements) nel corso di BioFach, la più importante fiera internazionale dedicata ai prodotti biologici, che si è tenuta a Norimberga. I dati raccontano di un settore in crescita nel mondo e nel quale l’Italia gioca un ruolo di primo piano, si conferma primo in assoluto per esportazione di prodotti biologici, con 1,2 miliardi di euro l’anno. Un quadro aggiornato dell’agricoltura biologica nel nostro Paese, lo offre il BIOREPORT 2013, fresco di pubblicazione. I numeri di questa edizione confermano il ruolo sempre più importante che il settore va assumendo nel contesto dell’agricoltura italiana: non più solo nicchia ma modello produttivo innovativo e interessante sotto il profilo sia economico che sociale e ambientale. Secondo l’ultimo censimento dell’agricoltura, le aziende agricole biologiche sono localizzate prevalentemente nei territori collinari e montani. Le aziende biologiche sono mediamente più ampie di quelle convenzionali, sono aziende a più bassa intensità di lavoro, condotte da imprenditori giovani, istruiti e innovativi, che conseguono risultati economici interessanti. Con circa 3500 operatori coinvolti nel settore, l’Emilia Romagna è la regione in testa, seguono la Toscana e la Lombardia: con la maggiore concentrazione di aziende bio per comune al Nord. L’Emilia-Romagna è tra le regioni che si distinguono per il maggior ammontare di risorse erogate a favore dell’agricoltura biologica nel periodo 2007-2012, con una spesa superiore a 20 milioni di euro. La coltivazione di piante officinali è diffusa in tutto il territorio nazionale e quasi ovunque le superfici risultano aumentate rispetto all’inizio del decennio. (Aiab)


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