Dove trovare informazioni e offerte sugli eco-lavori in Italia e perchè

greemjobs.itDalla piattaforma online al progetto pilota dello sportello informativo di Milano. Intervista a Matteo Plevano, Psicologo del Lavoro, Greenjobs.it. A cura di Cecilia Bruschi

Come è nata l’idea di un portale completamente dedicato ai Green Jobs?
I
l progetto nasce nel 2008-2009 da un’idea del tutto concettuale, allora mi occupavo di selezione del personale e avevo a che fare quotidianamente con siti di annunci di lavoro. Sono partito dalla volontà di consentire alle persone, che sono interessate ad avere col proprio lavoro un impatto positivo sull’ambiente e sul sociale, di trovare tutte le informazioni necessarie creando una bacheca dedicata alle professioni legate alla Green Economy e alla responsabilità sociale.
Al tempo già esistevano siti web dedicati alle professioni Green in altri paesi e questo mi ha spinto a pensare di poter realizzare qualcosa di simile anche in Italia, portando avanti un messaggio nuovo e cioè che con il lavoro quotidiano si può svolgere un’azione importantissima, della stessa forza di un’azione politica. Il desiderio era dunque quello di stimolare negli altri un ragionamento spingendoli a riflettere sul valore delle proprie potenzialità.

Quali sono i risultati ottenuti da quando è nato Greenjobs.it? Quanti giovani si rivolgono a voi per trovare lavoro?
Abbiamo più di 300 aziende registrate, le quali spaziano dalle piccole e medie imprese fino alla grandi multinazionali. Contiamo più di 600.000 visite da quando il portale è stato avviato, 7000 iscritti alla nostra newsletter – che rappresentano la sezione più attiva, cioè quella che riceve settimanalmente informazioni sulle offerte di lavoro – e siamo riusciti a veicolare complessivamente più di 1200 offerte di lavoro. Possiamo calcolare quindi che un’offerta di lavoro viene vista da circa 500 persone.

Il mercato del lavoro in Italia è tutt’altro che trasparente. Come riuscite a far arrivare le offerte di lavoro sulla vostra piattaforma? Quali regole seguite?
La quantità e la qualità delle offerte che riusciamo a veicolare nel nostro portale dipende principalmente dal lavoro fatto a monte sul reperimento e lo scambio di informazioni e sulla ricerca dei contatti per fare conoscere il nostro lavoro e rendere il portale accessibile ad un più ampio bacino di utenze possibile. Continuamente alimentiamo la promozione del sito, soprattutto attraverso le fiere in giro per l’Italia, offrendo un servizio gratuito sia alle aziende che alle persone che si candidano. Greenjobs, infatti, è un’attività senza finalità di lucro ed è gestita interamente dall’Associazione Greenin’People, alla quale al momento lavorano attivamente e in maniera volontaria quattro soci.

Lo Sportello Green Jobs, realizzato dalla collaborazione tra Città dei Mestieri di Milano, come funziona? Ha ottenuto dei successi?
Quello dello sportello di Milano è partito come progetto pilota in Città dei Mestieri che è una realtà autonoma che ha anche dei partner istituzionali, quali la Provincia di Milano, la Camera di Commercio, Assolombarda e l’Università. I risultati ottenuti finora sono estremamente positivi visto l’elevato grado di soddisfazione espresso da parte degli utenti del servizio. Nessuno degli intervistati ha dichiarato, infatti, di non aver trovato il servizio utile: il 65% si dimostra soddisfatto, mentre il 35% dice di essere abbastanza soddisfatto. Quello che facciamo con lo sportello in realtà è un po’ diverso dall’attività del portale internet, poiché qui non segnaliamo profili alle aziende.
Lo sportello, infatti, è di carattere puramente orientativo e informativo e offre una consulenza sulle professioni più ricercate dalle imprese coinvolte nella green economy. Questo avviene in maniera trasversale per tutti i settori, partendo dall’agricoltura biologica, alla chimica verde, al turismo sostenibile, fino all’efficienza energetica e ci permette di coprire un’ampissima gamma di professioni coinvolgendo quasi chiunque. Da un lato dunque si offrono informazioni sul mercato del lavoro, dall’altro si svolge un’attività di consulenza orientativa definendo il percorso personale con informazioni anche sui corsi di formazione per riempire i gap di competenza. Nel caso in cui riteniamo possano esserci delle offerte attive nel sito Greenjobs le segnaliamo subito all’utente offrendo un servizio aggiuntivo sicuramente molto utile.

Crede che sia possibile replicare l’esperienza milanese dello sportello Greenjobs in altre città?
L’attività nasce dalla competenza e dal know how che abbiamo acquisito durante il nostro percorso di costruzione di questo servizio, per questo credo che sia possibile replicarlo anche all’interno di altre realtà, cosa che in parte stiamo già cercando di fare. Per esempio ci sono alcune Regioni che si sono dimostrate interessate alla nostra esperienza, come il Trentino alto Adige e il Piemonte, dove dal 2015 dovrebbe partire un progetto con queste caratteristiche. Inoltre stiamo per avviare nelle scuole e nelle Università di Milano un’attività di orientamento per gli studenti e abbiamo in programma di realizzare a breve una giornata informativa sui Green Jobs all’interno dell’Università di Trento.
Credo che per far sì che il modello funzioni anche altrove sia molto importante seguire la metodologia che abbiamo scelto fin dall’inizio. Questa si basa principalmente sulla componente di motivazione e coinvolgimento che la Green Economy è in grado di attivare sulla persona. Seguire una prospettiva economica e sociale positiva, a cui tendere, costituisce infatti una leva potentissima per politiche attive del lavoro. Dalle politiche nazionali e internazionali del lavoro nessuno ancora ha capito e formalizzato il fatto che dare una visione d’insieme del sistema economico e sociale può diventare un fortissimo catalizzatore per la singola persona.
Tutto questo è un discorso che diventa molto concreto nel momento in cui ci si confronta con le richieste degli utenti del nostro sportello. Molte persone vengono qui, infatti, spinte soprattutto dal desiderio di cambiare vita e fare qualcosa che li aiuti a vivere meglio, in maniera più sana e nel rispetto dell’ambiente.

I giovani che si rivolgono a voi che tipo di formazione possiedono? Le scuole in Italia si sono adeguate alle nuove professioni ecologiche?
Secondo me è necessaria a priori una forte spinta verso l’innovazione all’interno della scuola. Rispetto al gap di competenze credo però che sia più utile potenziare le forme di apprendistato all’interno delle aziende, che possiedono un know how specifico e che sono quindi in grado di trasmetterlo, piuttosto che attivare percorsi formativi scolastici sui temi della green economy. Il rischio è, infatti, quello di proporre dei corsi che poi risultano del tutto inutili nella loro applicazione pratica, vedi l’esempio del corso per installatore di pannelli solari che va a formare una figura quasi per niente richiesta oggi, visto che il fotovoltaico non sta avendo molto successo in questo momento in Italia.
Sicuramente la scuola dovrebbe offrire agli studenti un orientamento e una visione d’insieme su queste tematiche in modo da sostenerli anche sulla scelta lavorativa al termine del percorso formativo.

Gli effetti del cambiamento climatico hanno modificato in qualche modo il sistema del lavoro in Italia? Quanti si stanno dedicando a quelle professioni che si occupano di salvaguardare il territorio dai dissesti idrogeologici e di contenere i danni causati dal maltempo?
Direi che in Italia esistono già molte persone qualificate per lavorare in questo settore, il problema a mio avviso è piuttosto dovuto al fatto che mancano i fondi e le decisioni politiche utili ad attivare un sistema in grado di funzionare bene e che agisca per combattere i cambiamenti climatici. Al nostro sportello vengono molte figure professionali, come i geologi (che possono offrire un prezioso contributo in questo campo), che spesso non riescono purtroppo a trovare una collocazione all’interno del mondo del lavoro.

Con il vostro servizio di orientamento verso i lavori ecologici avete attivato anche degli scambi con l’estero? Come funziona lo scambio delle professionalità tra l’Italia e il resto d’Europa?
Ancora non siamo in grado di attivare dei rapporti diretti con l’estero per quanto riguarda la piattaforma greenjobs.it, abbiamo però avviato una partnership con alcune realtà simili alla nostra attive in Germania. Quello che ci auguriamo per il futuro è di riuscire a consolidare in Italia un modello forte da poter esportare anche all’estero, diventando così noi i precursori di un servizio positivo che segue una metodologia innovativa.

www.greenjobs.it


Categories: Interviste

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