Presentata Agenda per la riconversione ecologica del Paese

Agenda_amb_2014Sedici associazioni ambientaliste chiedono una strategia innovativa del Governo

Serve un programma collegiale e unitario del governo che individui azioni innovative per garantire il benessere degli italiani e lo sviluppo del Paese dando valore alla ricchezza del suo capitale naturale e superando il deficit ecologico che sta diventando un handicap per il rilancio dell’economia. Un deficit che, ad esempio, si rileva dalle 16 procedure d’infrazione comunitarie ancora aperte in campo ambientale e dalle mille emergenze nazionali, tra le quali il caso della centrale a carbone di Vado Ligure è solo un esempio. Questo hanno chiesto 16 associazioni ambientaliste, presentando al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio l’Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese: 55 proposte sui 15 filoni tematici salienti per il rilancio del Paese.

L’Agenda verrà successivamente presentata dal cartello delle associazioni anche alle forze economiche e sociali. Le associazioni hanno ricordato come l’ecologia sia già parte integrante dell’economia europea: sono 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia (fonte: Commissione Europea, 2012). Tra le proposte avanzate il superamento della Strategia Energetica Nazionale con un Piano per la decarbonizzazione che preveda obiettivi chiari al 2020 e al 2030 per raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100 per cento di energia rinnovabile, puntando su efficienza e innovazione e procedendo da subito alla progressiva chiusura degli impianti a carbone. Si rende necessaria anche una nuova consapevolezza delle scelte macroeconomiche con l’adozione di nuovi indicatori della contabilità nazionale oltre il PIL, quali quelli definiti su scala internazionale dalle Nazioni Unite e dell’Unione Europea e maturati anche sul piano nazionale da ISTAT con i BES, indicatori del benessere ecologico e sociale.

Tra gli interventi di sistema per garantire la governance ambientale nell’Agenda ambientalista si chiede di portare il bilancio annuale del Ministero dell’Ambiente, di gran lunga il dicastero con meno risorse tra quelli con portafoglio, dagli attuali 580 milioni di euro a 700 milioni di euro. Si ritiene indispensabile inoltre rendere finalmente effettiva la tutela penale dell’ambiente, sollecitando il Parlamento alla veloce approvazione del testo unificato approvato a larghissima maggioranza alla Camera e oggi fermo in Senato. (Greenpeace) Per una sintesi dell’Agenda ambientalista


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