Vestire

In questa sezione presentiamo le aziende che, in Umbria, producono/vendono materie prime o prodotti finiti per l’abbigliamento. Parliamo di prodotti che in uno o più aspetti del loro ciclo di vita sono caratterizzati da una maggiore sostenibilità ambientale e sociale di quelli comunemente in commercio.

Molte aziende, in questo come in altri settori, puntano sull’immagine ecologica, ambientale, “naturale”: come riconoscere quelle che offrono maggiori garanzie di mantenere le promesse che fanno nelle loro campagne promozionali?

Le Pagine Verdi dell’Umbria hanno scelto di presentare nella guida solo le aziende che rientrano in almeno una delle seguenti categorie.

A. Aziende che seguono regole dettate da disciplinari nazionali e internazionali “pubblici” la cui corretta applicazione è attestata da apposite certificazioni. Sono riconoscibili dall’utilizzo dei seguenti marchi:

Ecolabel_logoEcolabel (marchio della Comunità europea che, in questo settore, ha elaborato regole per quanto riguarda calzature e prodotti tessili)

 

 

Agric.bio_logoAgricoltura biologica Ue (marchio della Comunità europea che può essere utilizzato per materie prime – per esempio lino, canapa, ecc. – coltivate seguendo il Regolamento Europeo per l’agricoltura biologica)

B. Aziende che seguono regole dettate da disciplinari nazionali e internazionali “privati” la cui corretta applicazione è attestata da apposite certificazioni che sono riconoscibili dai seguenti marchi:

Gots_logoGots (marchio privato internazionale del tessile biologico)

 

 

4b. Aiab tessutiTessuto biologico Aiab (Il disciplinare da seguire per utilizzare questo marchio è attualmente in via di revisione. In genelare questo marchio certifica un prodotto tessile ottenuto da fibra naturale biologica prodotta conformemente al Regolamento CE 834/07, che non ha subito processi di sbiancamento a base di cloro e che nel processo di tintura e stampa non ha ricevuto sostanze contenenti metalli pesanti quali nichel, cromo, rame, cobalto. Il controllo e la certificazione dell’applicazione del Disciplinare sono affidati ai tecnici dell’Aiab)

Fairtrade_logoFair Trade (marchio privato internazionale del commercio equo solidale)

 

 


C. Aziende che non utilizzano disciplinari del tipo appena ricordato sono però inserite in reti sociali di produttori, consumatori, ecc. che insieme si danno regole condivise e trasparenti per realizzare obiettivi di maggiore sostenibilità dei loro prodotti. Fra queste ricordiamo:

altromercato_logoAltromercato

 

altraqualita_logoAltraqualità

 

madeinno_logoMade in no

 

 

Queste propongono capi di abbigliamento provenienti dalla rete del commercio equosolidale. Altro Mercato e Altraqualità aderiscono a AGICES (Assemblea generale italiana del commercio equo solidale che ne monitora l’attività. I sistemi di monitoraggio dell’Agices sono a loro volta controllati e certificati da Icea.

D. Le aziende che non seguono disciplinari pubblici o privati, che non fanno parte di reti sociali ma che descrivono con chiarezza in cosa i loro prodotti sono più sostenibili e sono disponibili ad accogliere, con modalità da definire, le Associazioni o i gruppi di cittadini che volessero visitare l’azienda per verificare la corrispondenza fra promesse e realtà.

Il caso D (e in alcuni casi il C) crediamo abbiano senso solo in un ambito territoriale definito e limitato nel quale distanze, conoscenza del territorio e della realtà sociale rendono possibile il contatto diretto fra il cittadino e queste esperienze produttive per conoscere e verificare se effettivamente ci sono le caratteristiche di maggiore sostenibilità promesse. Va da sè che per la nostra guida questo ambito limitato riguarderà l’Umbria.

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